I Certificati Bianchi possono premiare gli interventi di efficienza energetica sugli impianti di aria compressa, ma il risultato dipende anche da come il progetto viene impostato prima dell’avvio dei lavori.
Un caso che abbiamo seguito di recente nel settore metalmeccanico ci aiuta a vedere cosa accade nella pratica. L’intervento ha riguardato il revamping di una centrale di aria compressa, con la sostituzione dei compressori esistenti con macchine più efficienti.
Il progetto ha previsto circa 90 TEE all’anno, un valore economico stimato di circa 22.500 euro all’anno e una durata di 5 anni.
Dietro questi numeri ci sono però misure storiche, dati su pressione e portata, schemi dell’impianto e un confronto con il GSE che ha richiesto anche alcune integrazioni.
In questo articolo vedremo come è stato impostato il progetto, quali dati sono stati necessari, come sono stati stimati i risparmi e quali criticità sono emerse durante l’iter.
Il progetto: revamping di una centrale di aria compressa
Il progetto ha interessato un’azienda del settore metalmeccanico che ha scelto di sostituire i compressori della propria centrale con macchine caratterizzate da una maggiore efficienza energetica.
L’intervento è stato valutato anche in relazione alla possibilità di accedere al meccanismo dei Titoli di Efficienza Energetica.
- circa 90 TEE all’anno
- circa 22.500 euro all’anno di valore economico
- 5 anni di durata del progetto
Si tratta dei risultati attesi di questo specifico caso. Non rappresentano quindi un valore standard applicabile a qualsiasi intervento sui compressori: numero di TEE e valore economico dipendono dalle caratteristiche dell’impianto e dai risparmi riconosciuti.
Per approfondire il funzionamento generale del meccanismo, i requisiti e le modalità di calcolo, leggi anche “Certificati Bianchi (TEE) e linee guida GSE: requisiti, valore e quotazioni”.
Perché il progetto è stato impostato prima dell’intervento
Uno degli elementi che ha favorito il percorso è stata la tempistica.
L’azienda ci ha contattato prima dell’avvio della fase esecutiva dell’intervento. È stato così possibile pianificare la presentazione del progetto al GSE secondo le tempistiche necessarie.
Un secondo elemento importante è stata la disponibilità dei dati.
L’azienda disponeva già di numerosi misuratori sulle utenze interessate dall’intervento e aveva a disposizione 12 mesi di misure precedenti.
Nel caso analizzato, inoltre, non era previsto il ricorso ad altri incentivi sullo stesso investimento.
Il caso mostra quindi un punto importante: la verifica della possibilità di accedere ai TEE dovrebbe precedere l’avvio dell’intervento, perché una parte delle informazioni necessarie riguarda proprio il funzionamento dell’impianto prima della sostituzione.
L’accesso ai TEE attraverso il Progetto a Consuntivo
L’accesso al meccanismo è avvenuto attraverso un PC, Progetto a Consuntivo, senza ricorrere alla Comunicazione Preliminare.
Nel Progetto a Consuntivo il risparmio energetico viene determinato attraverso le grandezze che descrivono il funzionamento dell’impianto e l’applicazione dell’algoritmo previsto.
Nel caso della centrale compressori, poter ricostruire il comportamento dell’impianto prima dell’intervento ha permesso di disporre di una base informativa utile per confrontare la situazione precedente con quella successiva al revamping.
Quali dati sono stati necessari per la pratica
Per la presentazione del progetto sono stati raccolti almeno 12 mesi di misure precedenti relative a:
- pressione
- portata
- consumi energetici
A questi dati sono stati affiancati il cronoprogramma dell’intervento, le schede tecniche e le matricole dei componenti prima e dopo la sostituzione, le schede dei misuratori, lo schema logico di monitoraggio e gli schemi elettrico e meccanico dell’impianto.
La documentazione comprendeva inoltre una stima dei risparmi attesi dopo la sostituzione dei compressori.
La disponibilità di questi elementi ha permesso di descrivere non solo quali macchine sarebbero state installate, ma anche come funzionava la centrale prima dell’intervento e come sarebbe stato misurato il risultato successivo.
Come sono stati calcolati i risparmi della centrale compressori
Per stimare i risparmi conseguibili è stata utilizzata una scheda di rendicontazione messa a disposizione dal GSE per gli impianti di produzione dell’aria compressa.
Il calcolo non consiste semplicemente nel confrontare i consumi elettrici prima e dopo la sostituzione.
La scheda considera diverse grandezze che descrivono il funzionamento della centrale, tra cui consumo specifico, portata e pressione di esercizio. Nel calcolo assumono inoltre rilievo le perdite di aria compressa.
Questo permette di distinguere il risparmio associato all’intervento da variazioni dei consumi che possono dipendere da condizioni operative differenti.
Se vuoi approfondire requisiti, modalità di presentazione dei progetti e indicazioni per il calcolo dei risparmi, consulta la nuova Guida Operativa sui Certificati Bianchi pubblicata dal GSE.
Pressione, portata e perdite contano
In una centrale di aria compressa non basta sapere quanti kWh vengono assorbiti dai compressori.
Occorre leggere il consumo insieme al volume di aria prodotto e alle condizioni di pressione alle quali lavora l’impianto. Anche le perdite presenti nella rete possono incidere sul fabbisogno energetico complessivo.
Per questo il sistema di misura assume un ruolo centrale nella pratica TEE: deve permettere di ricostruire le condizioni di funzionamento utilizzate per il calcolo e la successiva rendicontazione dei risparmi.
Le criticità emerse durante l’iter con il GSE
Il progetto permette di osservare anche cosa può accadere dopo la presentazione della pratica. Nel caso analizzato sono emerse tre criticità principali.
La misura delle perdite di aria compressa
Al momento della presentazione del Progetto a Consuntivo non era ancora stata realizzata una campagna specifica per misurare le perdite di aria compressa.
Era stata quindi inserita una stima. Successivamente il GSE ha richiesto un’integrazione e l’azienda ha effettuato una campagna di misura dedicata.
Il passaggio mostra quanto sia utile identificare fin dall’inizio tutte le grandezze che dovranno sostenere il calcolo del risparmio.
Lo schema di monitoraggio
Un’altra richiesta ha riguardato la rappresentazione dei misuratori.
Inizialmente erano stati trasmessi separatamente lo schema relativo a portata e pressione e quello dedicato ai consumi elettrici. Il GSE ha richiesto uno schema semplificato che mostrasse in un’unica rappresentazione la posizione di tutti i misuratori.
Una mappa leggibile dell’impianto aiuta quindi a collegare ogni misura al punto nel quale viene rilevata.
La titolarità dell’investimento
Il GSE ha infine richiesto documenti che dimostrassero che l’investimento fosse stato sostenuto dal soggetto titolare, come fatture e contratto di leasing.
Anche la documentazione amministrativa deve quindi essere considerata nella preparazione della pratica, insieme ai dati energetici e alle schede tecniche.
Cosa insegna questo caso sui Certificati Bianchi
I 90 TEE all’anno e il valore economico stimato di 22.500 euro all’anno sono il risultato più immediato del progetto, ma il caso offre un’indicazione più ampia.
La possibilità di valorizzare un intervento attraverso i Certificati Bianchi dipende anche da ciò che viene predisposto prima che le nuove macchine entrino in funzione.
- il coinvolgimento di Energika prima della fase esecutiva;
- la disponibilità di 12 mesi di misure storiche;
- la presenza di misuratori sulle utenze interessate;
- la ricostruzione di pressione, portata e consumi;
- la definizione dello schema di monitoraggio;
- la documentazione tecnica e amministrativa.
Le richieste di integrazione mostrano inoltre che una pratica può richiedere misure aggiuntive e documenti ulteriori durante l’istruttoria.
In sintesi
Il revamping della centrale compressori mostra come il meccanismo dei Certificati Bianchi possa accompagnare un intervento di efficienza energetica industriale quando il risparmio può essere misurato, documentato e ricondotto alle condizioni previste dal GSE.
Nel caso analizzato, la sostituzione dei compressori con macchine più efficienti ha portato a una stima di circa 90 TEE all’anno, circa 22.500 euro all’anno di valore economico e 5 anni di durata del progetto.
Il percorso evidenzia però soprattutto l’importanza della fase precedente all’intervento: misure storiche, programma di monitoraggio e documentazione devono essere valutati quando è ancora possibile costruire correttamente il progetto.
Per un’azienda che sta pianificando la sostituzione di compressori o il rifacimento di una centrale di aria compressa, il primo passo è quindi verificare se l’intervento può accedere ai TEE e quali dati devono essere disponibili prima dell’avvio dei lavori.