L’invasione della Russia minaccia le forniture di materie prime fondamentali

Mag 31, 2022

Non solo gas… Basterebbe parlare con imprenditori che operano nel settore della metallurgia, ma anche con produttori di imballaggi in legno, muratori o artigiani per capire che il problema delle forniture di gas dalla Russia è solo la punta dell’iceberg, l cui parte sommersa rischia di mandare a gambe all’aria il sistema produttivo europeo Di fatto, oggi, assistiamo impotenti (o quasi) a una carenza di metalli come acciaio e nichel. Se vi state domandando come mai i chiodi oggi costino parecchio più che in passato eccovi qua la risposta: la Russia è il secondo produttore mondiale di questo metallo… preceduta solo dalla Cina (sua storica alleata commerciale).
Quello che preoccupa maggiormente l’Europa, in termini di transizione energetica (necessaria per l’indipendenza dalla Russia di Putin) è che il paese che detiene la quota parte maggiore di metalli indispensabili per consentire la realizzazione delle tecnologie più innovative e meno impattanti sull’ambiente come le auto elettriche è proprio la Russia.
A Norilsk in Siberia, ad esempio, si trova uno dei più importati giacimenti di nichel a livello globale, uno dei pochi di solfuro di nichel che può essere lavorato a costi relativamente bassi e con scarti minimi, utilizzando una semplice tecnica di flottazione ottenendo quel nichel di classe 1 fondamentale per la produzione dei catodi delle batterie agli ioni di litio. Nornickel (altro sito minerario russo) è il più grande produttore mondiale di palladio (quasi 74 tonnellate lo scorso anno, il 40% della produzione globale) e uno delle più importanti di platino (10% della produzione mondiale con circa 18 tonnellate).

Anche la catena di approvvigionamento del palladio presenta attualmente delle criticità dovute alla specificità del suo utilizzo: l’85% viene utilizzato nei convertitori catalitici per la riduzione delle emissioni nei motori a benzina. La situazione quindi è molto delicata e non solo sul breve periodo per le evidenti ricadute economiche del conflitto tra Russia e Ucraina, ma anche rispetto a un orizzonte temporale più vasto, in un’ottica di transizione energetica.