E se anche Kiev chiudesse i punti di ingresso del gas russo all’Europa cosa succederebbe?

Mag 17, 2022

Sono davvero tempi complessi, a voler usare un eufemismo, quelli che attendono l’Europa sul fronte energetico. È passato sotto silenzio, ma gli effetti saranno rumorosi sul medio e lungo periodo, l’annuncio dell’operatore ucraino che gestisce i due punti di ingresso del gas russo verso l’Europa della chiusura a tempo indeterminato (per motivi di sicurezza) del sistema di pipeline Sokhranivka.

L’operatore ucraino ha infatti reso noto che, dopo svariati avvertimenti inviati al russo Gazprom, l’operatività di milizie filo-russe ed esercito di Mosca nell’area del sistema di compressione di Novopskov nella regione separatista di Lugansk non permette più il pieno controllo delle regolari attività di transito. Quindi, si chiude. Ma a chiudere non è certo un ‘piccolo rubinetto’: quel varco consente, di fatto, il passaggio di un terzo di tutto il gas russo verso la Polonia prima e la Germania, poi. Nel frattempo in Italia è stato convertito in legge il Decreto Energia che ha lo scopo di ridurre i costi della stessa e, al contempo, favorire e incentivare lo sviluppo di rinnovabili.