ALTERNATIVE AL GAS DALLA RUSSIA

Apr 26, 2022

È la notizia di cui da giorni si parla, quella dalla quale sono anche scaturiti diversi ‘meme’: cosa sceglieremmo se fossimo costretti a farlo tra la pace e il condizionatore?
In realtà la domanda, così è mal posta, soprattutto perché se esistesse la certezza della pace in cambio di una sola estate di caldo africano, saremmo tutti pronti a sventolarci con un ventaglio e sudare un po’ di più. Fatto sta che la questione esiste, o meglio, esiste una possibilità di un’interruzione dei flussi di gas provenienti dalla Russia (circa il 40% di quello consumato abitualmente nel nostro Paese) che, in ogni caso andrebbe sostituito.
Ma in che modo potremmo farlo? E da dove potremmo andare a comperarlo senza intaccare le nostre riserve? Ecco di seguito le soluzioni alle quali sta lavorando il Governo: il primo punto è un mini incremento di 1 miliardo di metri cubi della produzione nazionale. Poi si prefigura un aumento di 5-10 miliardi delle importazioni. Su questo fronte, l’Italia potrebbe assicurarsi nel breve termine un aumento di 2-3 miliardi di metri cubi degli acquisti dall’Algeria, oggi secondo fornitore e stando agli annunci degli ultimi giorni ha già concordato con l’Azerbaigian l’invio di 2,5 miliardi aggiuntivi. Per quanto riguarda la Libia per ora non risulta siano stati firmati nuovi accordi. Un’altra parte delle forniture alternative – 5 miliardi di metri cubi – dovrebbe arrivare sotto forma di gas naturale liquefatto, sfruttando al massimo la capacità del terminale di Cavarzere in provincia di Rovigo e di quello di Livorno. A ciò si aggiungono altre opzioni in campo, tra cui una nave con rigassificatore al porto di Piombino, sul cui noleggio starebbe lavorando Snam.
Dal lato nostro, come esperti nel settore dell’efficientamento energetico, il consiglio (anche in previsione dei rincari del prezzo dell’energia) è di usare con moderazione l’aria condizionata, magari seguendo proprio il consiglio del Governo di alzare di un grado rispetto al solito la temperatura.